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    Brunivo Buttarelli è nato a Casalmaggiore (CR), dove vive e lavora.

Si diploma all'Istituto d'Arte "P. Toschi" di Parma nel 1968, dove dal 1971 al 1990, è chiamato a occupare la cattedra di Tecniche PittorichenMurali.
In questo periodo lavora contemporaneamente come restauratore di pitture murali e affreschi, e impegna molto del suo tempo nello studio e nella scoperta dell'archeologia.
Fonda il C.C.S.P. (Centro Casalasco di Studi Paletnologici ). Collabora con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, realizzando stratigrafie e planimetrie di molti scavi in Italia settentrionale.
Nel 1986 inizia l'attività di pittore e scultore scenografo al Teatro Regio di Parma, incarico che dura sino al 1991. In questi anni matura un rapporto di conoscenza e famigliarità con le materie prime -Il legno, la pietra, il ferro, le resine, la carta - delle sue future sculture. Nel 1990 interrompe l'attività didattica per dedicarsi completamente alla ricerca scultorea.
L'immaginario Paleontologico che origina dagli studi e dalle ricerche sul campo, gli anni di pratica con lo spazio teatrale, la didattica e il restauro, l'inprinting nella manipolazione dei materiali che risale agli anni di bottega col padre, falegname, costituiscono le garanzie artigianali di fondo, la struttura febbrile del suo genio creativo.

NASCITA- VITA- MORTE- RINASCITA
Con l'intento di catturare attenzione mi propongo spesso in grandi dimensioni. Ripropongo, con materiali esausti trovati in discariche che l'uomo ha creato, nuove visioni. Prendendo in natura alberi morti, per l'attacco violento del parassita, col mio lavoro torno a dare loro una nuova vita. Allo stesso modo scelgo il marmo rosa di Verona che ha segni di Carsismo, l'acqua passandovi sopra per milioni di anni limandolo, levigandolo in morbide forme, crea le superfici che io amo e col mio lavoro rispetto.
Con lamine d'acciaio reintegro le parti spezzate in libere forme, proprio come facevo con altri materiali per le parti mancanti nelle ricostruzioni dei vasi frammentati di scavo, o delle parti mancanti ricostruite a neutro negli affreschi.
Amo esibire, in associazioni spesso inconsuete, materiali quali il ferro col marmo, il marmo col legno, il legno col ferro, il ferro con la carta, la resina, la stoffa. Racconto il tempo ciclico. Il tempo archeologico. Il tempo geologico. Da qualche anno il tempo paleontologico. Esibisco la morte per parlare di vita, realizzando opere dalle sembianze fossili, scheletri, resti di antichi e immaginari animali; ne immagino la nascita, la vita, il tempo che li ha sepolti e che a sua volta li ha riscoperti; come una risurrezione. Sono esseri riaffiorati che divulgano al paleontologo notizie riguardo la loro esistenza , il cibo, il clima, l'ambiente, l'era.
Questa idea incombe e genera un mondo immaginario e fantastico che esercita su di me un grande fascino, che racconto a modo mio.