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Maria Sartori Spencer is an Italian artist born in Treviso in 1960, who has been living in New York City since 1994. She moved to the city to pursue her biggest passion: music. Predisposed to artistic activities since a child, today Maria is primarily a jazz singer who leads her hybrid existence by harmonizing art, work and family. Last year, she discovered a new means of creative contact with everyday reality through the iPhone.

Maria and music. Maria grew up listening to classical music, some jazz and the ethnic music her father would play for hours every day. She was introduced to the guitar and singing by her brother Francesco and she began her study of harmony when she was 20 years old. Since 1986 to 1994 Maria Sartori has developed his training and his experience as a musician through intensive activities in Italy and Europe. In New York she enjoyed the endless musical opportunities the city offered by singing with many jazz musicians in clubs around the city and recording different projects. Then - with her husband - she started her independent record label, the Spencer World Music and released her first CD Secrets. She is currently working in new projects.

Maria and photography. In 2013, Maria discovers the potential of the iPhone and expresses her passion for photography. Pramantha Arte's director discovers her on facebook and organizes two solo exhibitions: the first for the European Night of Museums 2014 (May 1/17) and the second for PHOTISSIMA art fair and festival 2014 in Torino (November 5/9).

The images produced by Maria Sartori Spencer reveal the artist's original and poetic approach to the digital photography world. New York - from the perspective of her daily crossing of a segment of the city, starting from Brooklyn and coming to the United Nations Plaza - is the accidental subject of a sensitive aesthetic and visual perception that Maria Sartori Spencer turns into image using the iPhone.

Three elements make Maria Sartori Spencer's photos original, sensational and contemporary: a musical approach to the image (as jazz musician Maria extends the technique of improvisation to visual perception); the use of iPhone - the device that is the symbol of our times' technological and lifestyle revolution - as expressive medium and relational filter; the telling of an unusual and demythologized New York that comes to life in Maria Sartori Spencer's look and existential rhythm.

«With Maria Sartori Spencer, you encounter a restatement of the image of New York: unusual, varied and demythologized; always modern, yet decadent; always unreachable, yet familiar; always current and futuristic, yet obsolete. An image in which all elements of the popular image of New York disappear: the stupefying frenzy, the sensational skyline, the hypnotic lights, the crowded streets and the advertisements. A New York linked to the free experience of the artist that, regardless of any label or constraint narrative, jumps from urban landscape to street photography, from an abstract and objective language to an expressionistic and subjective language. She follows the beaten streets and puts her vision to a test, playing with her eyes as if playing with her voice: practicing the notes, singing and jumping from one octave on the chromatic scale to another». Maria Rosaria Gallo

«All that I try to do when I take a picture is to seek the order shown in the chaos and chaos in the order of things; that is, apply the same approach to photography that applies improvisation. You must be able to listen and hear what is expressed when you make music, as you must know how to observe and see when taking the photos, if you want to try to say something through them».
«I can compare my iPhone to a magic carpet and a surfboard. Actually, surface, depth, shadows and highlights can be captured anywhere - and at any time and condition - simply by moving and stretching the device until I find the angle that suits my eye». Maria Sartori Spencer

 

Maria Sartori Spencer è un'artista italiana nata a Treviso nel 1960 che vive a New York dal 1994 dove si è trasferita per perseguire la sua più grande passione: la musica. Predisposta alle attività artistiche fin da bambina, oggi Maria è soprattutto una cantante jazz che conduce la sua ibrida esistenza armonizzando arte, lavoro e famiglia e che, nell'ultimo anno, ha scoperto nell'iPhone un nuovo mezzo di contatto creativo con la realtà di tutti i giorni.

Maria e la musica. Maria è cresciuta ascoltando musica classica, jazz e musica etnica che suo padre le faceva ascoltare per ore ogni giorno. Introdotta alla chitarra e al canto dal fratello Francesco, ha iniziato a studiare armonia all'età di 20 anni. Dal 1986 al 1994, Maria Sartori ha sviluppato la sua formazione e la sua esperienza di musicista attraverso un'intensa attività in Italia e in Europa. A New York ha goduto le infinite opportunità musicali offerte dalla città cantando con rinomati musicisti jazz, nei club più conosciuti della città, realizzando diversi progetti. In seguito - insieme al marito - ha fondato una etichetta discografica indipendente, la Spencer World Music e nel 2009 ha pubblicato il suo primo CD, Secrets. Attualmente è impegnata in nuovi progetti e collaborazioni.

Maria e la fotografia. Nel 2013 Maria scopre le potenzialità dell'iPhone e finalmente esprime la sua passione per la fotografia. Il direttore di Pramantha Arte la scopre su Facebook e la galleria organizza due mostre personali: la prima (1/17 maggio) per la Notte Europea dei Musei 2014, e la seconda per PHOTISSIMA art fair and festival di Torino (5/9 novembre 2014).

Le immagini prodotte da Maria Sartori Spencer raccontano l'originale e poetico approccio dell'artista al mondo della fotografia digitale. New York - dalla prospettiva del suo quotidiano attraversamento di un segmento di città, partendo da Brooklyn e arrivando alla United Nations Plaza, nel tempo di un'ora in andata e un'ora in ritorno - è l'accidentale soggetto della percezione estetico-visiva che Maria Sartori Spencer restituisce in immagine attraverso l'uso dell'iPhone.

A rendere originali, sensazionali e contemporanei gli scatti di Maria Sartori Spencer sono tre elementi: l'approccio "musicale" dell'artista all'immagine (da musicista jazz estende la tecnica dell'improvvisazione alla percezione visiva); l'utilizzo dell'iPhone - dispositivo simbolo della rivoluzione tecnologica e di costume dei nostri tempi - come medium espressivo e filtro relazionale; il racconto di una New York inedita e demetizzata che prende vita nello sguardo e nei ritmi esistenziali di Maria Sartori Spencer.

«Con Maria Sartori Spencer ci si imbatte nell'immagine di una New York insolita, variegata e demitizzata: sempre moderna eppure decadente; sempre irraggiungibile eppure familiare; sempre attuale e futurista eppure superata. Un'immagine in cui scompaiono la frenesia frastornante, lo skyline sensazionale, le luci ipnotiche, le piazze affollate e la cartellonistica pubblicitaria. Una New York legata alla personale e libera esperienza dell'artista che - incurante di qualsiasi etichetta o vincolo narrativo - salta dal paesaggio urbano alla street photography, da un linguaggio astratto e oggettivo ad un linguaggio espressionistico e soggettivo, preoccupandosi solo di registrare i percorsi battuti dai suoi occhi, e di mettere alla prova la sua capacità visiva, giocando con lo sguardo come se giocasse con la voce: solfeggiando, intonando scale cromatiche e saltando da un'ottava all'altra». Maria Rosaria Gallo

«Tutto ciò che provo a fare quando scatto una foto è di cercare l'ordine evidenziato nel caos e il caos nell'ordine delle cose; cioè, applico alla fotografia lo stesso approccio che si applica nell'improvvisazione. C'è un ritmo, un'armonia e una melodia nei suoni e nella nostra esperienza visiva quotidiana, abbiamo solo bisogno di imparare a vederli e sentirli».
«Posso paragonare il mio iPhone a un tappeto magico e a una tavola da surf. Realtà, superfici, profondità, ombre e luci possono essere catturati ovunque - e in qualsiasi momento e condizione - semplicemente spostando e allungando il dispositivo finché non trovo l'angolo che si adatta al mio occhio». Maria Sartori Spencer