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Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura
Arte Teatro Musica
direzione artistica Maria Rosaria Gallo
organizzazione Pramantha Arte contemporary art gallery

Nel 2011 – su invito del Comune di Pianopoli (CZ) e con la direzione artistica di Maria Rosaria Gallo - Pramantha Arte ha organizzato la festa del lavoro con un programma dal titolo Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura.

L'intera giornata è stata scandita da cinque essenziali momenti. L'inaugurazione della mostra collettiva d'arte contemporanea Imagocrazia. Effetti Collaterali e l'installazione urbana Il Precariato di Pasquale Maria Cerra; l'incontro/dibattito Lavoro è Cultura. Tra vecchi e nuovi scenari sociali, passione e responsabilità dei singoli. Il lavoro possibile; la performance teatrale Il Mondo dei Cantastorie di Nino Racco; il concerto di Le Rivoltelle ska rock reggae.


PROGRAMMA

ore 11.30 - Sala Esposizioni Via XX Settembre
IMAGOCRAZIA. Effetti collaterali a cura di Pramantha Arte contemporary art gallery

Amélie Waldberg, AVaspo, Brunivo Buttarelli, Edita Voveryte, Kristina Kurilionok.
pittura, scultura, fotografia, videoarte

IL PRECARIATO
Pasquale Maria Cerra
installazione urbana

ore 17.00 - Sala Consiliare
Lavoro è Cultura. Tecnologia, sapere, passione, creatività: il lavoro possibile.
Incontro/dibattito

ore 19.00 - Corso Roma
Il Mondo dei Cantastorie
Il teatro di Nino Racco

ore 21.30 - Corso Roma
Le Rivoltelle Live Ska Rock Reggae
Elena Palermo, voce, violino, sax e chitarre
Alessandra Turano, basso, chitarre, cori e voce
Paola Aiello, batteria, percussioni e cori
Angela Massafra, chitarre e cori


Se l'illusione ha superato la realtà sostituendola, allora lavoro significa innanzitutto riappropriarsi della realtà; e nella storia dell'uomo e delle sue attività, appropriarsi della realtà assume un significato preciso: esperirla, indagarla, conoscerla, pensarla, produrla. La colpa che costò a Prometeo il supplizio eterno dell'aquila che ogni giorno gli divora il fegato per punizione divina, infatti, fu quella di avere insegnato agli uomini la tecnica, rendendoli "da infanti quali erano, razionali e padroni della loro mente".

Lavoro è Cultura è lo slogan scelto per caratterizzare il nostro 1° Maggio che, con un programma dedicato all'arte, al teatro, alla musica, intende aprire uno spazio di riflessione propositiva sul tema del lavoro, che ribadisca la forza e la ricchezza delle attività e delle espressioni umane, nei vecchi come nei nuovi linguaggi, e, soprattutto, ne individui le nuove forme e le nuove prospettive alla luce dei rivoluzionari e inarrestabili mutamenti che l'era della tecnica e della comunicazione globale comportano nei sistemi sociali e nella concezione della vita stessa.

Se si intende l'arte nel suo senso più ampio di capacità di agire e produrre, sulla base di un complesso di regole conoscitive e tecniche, utilizzando facoltà inventive, espressive e rielaborative, è chiaro che essa comprende ogni attività umana e implica una miriade di elementi: abilità, talento, volontà, conoscenza, capacità.

Identificare il lavoro con la cultura, non significa ignorare gli aspetti drammatici che caratterizzano l'attualità del tema (disoccupazione, inoccupazione, cassa integrazione, precariato, emigrazione e quant'altro); al contrario, significa proprio indicare l'unica via percorribile per il superamento di quegli stessi aspetti.

La storia insegna che una società libera e civile si misura dal grado di libera espressione e di libera creatività vigente nel tessuto sociale; che solo menti libere e creative possono rapportarsi in modo responsabile e autonomo alla gestione e all'organizzazione del proprio presente nell'ottica di una progettualità rivolta al futuro e alla collettività.

Allora, a Pianopoli questo 2011 si festeggia il lavoro con approccio costruttivo e critico, mettendo in evidenza i termini salienti della nostra attualità attraverso cinque momenti: una mostra collettiva, Imagocrazia, che racconta la società dell'immagine nella sua esasperazione e i suoi effetti sugli individui; una installazione urbana dedicata al precariato giocata sulla proiezione di esistenze che non arrivano a costruzione identitaria; un incontro/dibattito che affronta il tema lavoro muovendo da testimonianze concrete di impegno, passione, resistenza e produttività nei più svariati settori (ricerca, divulgazione, turismo, artigianato, agricoltura, informazione, informatica, intraprendenza) e ricorda, con un omaggio a Yuri Gagarin, quali frontiere l'uomo è capace di oltrepassare; un momento teatrale che recupera una delle figure più tradizionali della cultura popolare, il Cantastorie, nel lavoro sperimentale di Nino Racco, che proprio con Storia di Salvatore Giuliano ha iniziato la sua avventura nel 1989, avviando una esperienza nuova in Calabria, portando in scena una storia ancora attuale e che ritorna alla ribalta con la decisione della Procura di Palermo, nell'ottobre 2010, di riesumare il corpo del bandito e riaprire il caso, tra l'altro legato all'ancora irrisolta strage di Portella della Ginestra avvenuta proprio il 1° Maggio 1947. E, per finire, si festeggia un momento vulcanico: il concerto delle Rivoltelle. Band di sole donne, musiciste di grande personalità e talento, che della passione per la musica e l'amore per la canzone italiana, hanno fatto la loro rivoluzione, irrompendo con successo ed energia nel panorama nazionale.

Lavoro è Cultura è una semplice espressione per affermare una idea del lavoro indissolubilmente legata al fare libero, alla creatività, al pensiero critico, al sapere e alla ricerca; alla relazione, alla condivisione e cooperazione; alle capacità e alle competenze; all'intelligenza di saperle riconoscere in sé e negli altri; alla forza di resistere per esistere contrastando le brigate clientelari; ad un senso di responsabilità e passione che possa spostare l'asse del discorso dal lavoro che non c'è al lavoro possibile.

(Testo di Maria Rosaria Gallo)