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Incontri in libreria
Pramantha Arte e Libreria Gioacchino Tavella

25 ottobre 2014
ore 18.30 - presentazione libro
Lombroso e il brigante. Storia di un cranio conteso
di Maria Teresa Milicia (Salerno Editrice)
conversa con l'autrice Luigi Maffia

c/o Libreria Gioacchino Tavella, via Crati 15/17 Lamezia Terme


Il tema

Dal cranio di Villella alla razza maledetta. L'intrigante storia di un passato che ritorna:
In una grigia mattina di dicembre del 1870 Cesare Lombroso esaminò il cranio di Giuseppe Villella, originario di Motta Santa Lucia in Calabria e morto a Pavia dove era detenuto. Il giovane scienziato si convinse di aver fatto una scoperta sensazionale: nacque così l'Antropologia criminale, destinata a riscuotere un enorme e controverso successo internazionale.
Ladro o brigante, per un secolo e mezzo Villella non fu che un reperto scientifico, il "totem dell'Antropologia criminale". Nel 2009, l'inaugurazione del nuovo allestimento del Museo "Cesare Lombroso" ha provocato la sorprendente resurrezione mediatica del brigante. Oggi è un personaggio mitico, il totem della lotta contro il razzismo antimeridionale, simbolo del riscatto delle popolazioni native del Regno delle Due Sicilie.
L'antropologa nativa Maria Teresa Milicia ricostruisce la scarna esistenza del "brigante" su solide basi documentali e propone un'inedita analisi del razzismo attribuito a Lombroso.

Maria Teresa Milicia è professore di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità dell'Università di Padova. Ha condotto ricerche etnografiche sulle apparizioni mariane in Calabria e in Campania (sic!), si è occupata dei rapporti fra l'antropologia e il razzismo scientifico.


... "Secondo me, Lombroso era 'oggettivamente' un razzista, come molti studiosi del suo tempo del resto (ma non tutti). Il fatto che egli non supportasse attivamente politiche razziste o discriminatorie, e fosse anche abbastanza contrario, va a suo merito, ma riguarda la sfera (più soggettiva) delle implicazioni di policy che egli si sentiva di dare ai suoi studi (i quali, invece, avevano pretese oggettive e si prestavano, certo, anche a supportare politiche discriminatorie). Sono stato tempo fa al museo Lombroso di Torino: è bello e istruttivo, ben fatto e molto corretto; trovo la polemica per farlo chiudere volgare o meschina (chi ne chiede la chiusura o non sa di cosa parla, oppure è in malafede)."

(Emanuele Felice – 3/12/2014)