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Edita Voveryte was born in Panevezys (Lithuania) in 1981 and she is a member of Union of Lithuanian Art Photographers since 2000. She lives and works in England.

Edita Voveryte's photography skilfully captures the fleeting and fluctuating world of emotions by showing it through the ever-changing and fluid glint of water or through smoky, humid, enveloping atmospheres. With Edita Voveryte's images, photography loses inquisitive and cognitive intention and becomes pure emotional representation: an inner life chronicle. The picture becomes witness to a constant inner conflict. A conflict that paralyzes the existence and imprisons it in an ideal of happiness continually shattered by the contingencies.

Emotions, desires, tensions, utopias, memories, dreams and disappointments intersect themselves like the bars of a narrow cage in which the soul makes his battle to resist the evil that oppresses the body: the unbearable cruelty of reality.

Love, purity, innocence, youthfulness, joy, beauty. It is the world that lives in the soul's agony of who tragically tries to resist to the passage of time and events that dominate the will. Edita Voveryte's photos expresse - with great poetry and profound intimacy - the attachment and pain for the broken spell, by creating images on the limit between reality and dream-like vision; presence and abandonment; freedom and captivity; sadness and game: IMAGONY.

The exhibition shows her last three cycles: Water (2006-2008), Secret (2010) and Nine ways to drink wine (2010). The display presents the development of the main theme of Edita Voveryte, caught in the emotional tension that characterizes her expression. Drowning and apnea of Water develop and change the opheliac image into maternal folds of Secrets. While with Nine ways to drink wine, the daily life takes on stained and smoky outlines of a nostalgic and fleeting inebriation.

Text by Maria Rosaria Gallo

 

Edita Voveryte nasce a Panevezys (Lituania) nel 1981. Dal 2000 è membro dell'Unione Lituana degli Artisti Fotografi. Vive a lavora in Inghilterra.

La fotografia di Edita Voveryte cattura abilmente il fluttuante e fugace mondo delle emozioni mostrandolo attraverso il mutevole e fluido luccichìo dell'acqua o attraverso fumose, umide e avvolgenti atmosfere. Con Edita Voveryte la fotografia perde intenzione indagatoria e conoscitiva e diventa pura raffigurazione emozionale: cronaca di vita interiore. L'immagine diventa testimonianza di un costante conflitto interiore che paralizza l'esistenza e la imprigiona nel mantenimento di un ideale di felicità continuamente frantumato dalle contingenze.

Emozioni, desideri, tensioni, utopie, ricordi, sogni e delusioni si intersecano come sbarre di una gabbia angusta nella quale l'anima consuma il suo combattimento per resistere al male che opprime il corpo: l'insostenibile crudezza della realtà. Amore, candore, innocenza, giovinezza, gioia, bellezza. E' il mondo che vive nell'agonia dell'anima di chi tragicamente oppone resistenza al tempo che passa e agli eventi che sovrastano la volontà.  La fotografia di Edita Voveryte esprime con grande poesia e profonda intimità l'attaccamento e il dolore per l'incanto spezzato, restituendo immagini sempre al limite tra realtà e visione onirica; presenza e abbandono; libertà e prigionia; tristezza e gioco: IMAGONIA.

In mostra gli ultimi tre cicli fotografici dell'artista: Water (2006-2008), Secret (2010) e Nine ways to drink wine (2010). Il percorso presenta lo sviluppo del tema portante di Edita Voveryte, colto nella tensione emotiva che ne caratterizza l'espressione. L'annegamento e l'apnea di Water  sviluppano ed evolvono l'immagine ofelica nel raccoglimento materno di  SecretMentre con Nine ways to drink wine,  abitare la vita quotidiana assume i contorni macchiati e fumosi di un'ebbrezza nostalgica e fugace.

Testo di Maria Rosaria Gallo