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AfricArte. Discovering Contemporary is an exhibition of tribal art and an event unique in Calabria. It's a kind of essay of African sculpture and culture made by 65 authentic artifacts (including masks and statues of various ages and origins), selected from one of the most important private collections of African art in Italy: Marcello Lattari's collection, a Calabrian independent scholar and researcher. An exhbition as a multi-meaning and multi-dimention journey.

As cultural testimony, the event makes known the extraordinary Marcello Lattari's world by penetrating into the depths of his forty-year passion in African Art, and revealing a reality that few would imagine in Calabria, but known to many in the rest of Europe and the world. The 65 pieces in the catalog, in fact, are only a small shining fragment of Marcello Lattari's research. He seems to be a modern-day philosopher who uses this practice of searching and collecting to go through his cognitive route. In this way, he chases after atavic questions that made him interested in the African continent since the late '70. Sincerely, instinctly and with scientific rigor. A passion that makes him engaged as advisor and disseminator at an international level. An activity that shows its real shape in this collection called AfricArte that includes a large number of specimens from the more prolifere regions and ethnic groups of sub-Saharan Africa, of which you can have an idea by visiting the website www.africarte.it.

From a perceptive point of view, the exhibition offers a strong aesthetic experience, predominantly sensory, made by odors, colors, volumes, combinations and spatial architectures, surprisingly oscillating between naturalism, abstraction, symbolism and functionalism. A richness of expression that reflects a traditional African creativity extremely varied and irreducible to simplifications. The same richness that hypnotized artists, intellectuals and collectors in the early twentieth century, spreading like a real fever for tribal objects. The primitive art discovery caused a radical revolution: aesthetic, philosophical, spiritual, cultural. A revolution that swept away the old world and helped to create the artistic avant-garde. We could mention just Matisse and Picasso's names (the pioneers of artistic revolution and great Primitive Negro Art lovers) «whose research and solutions appeared - as Tristan Tzara wrote in his book The Discovery of so-called primitive arts - as a natural outcome of the experiences drawn from the bottom of the anonymous art of the black peoples».

From the narrative and objectual point of view, on display we have works made by different ethnic groups (Ashante Akan, Attie Akan, Ba-Kongo, Kota-Ba, Ba-Luba, Punu-Ba, Ba-Teke, Baka, Bambara, Baoulé, Bena-Lulua, Chokwe, Dan, Dogon, Eket, Fang, Gouro, Igbo, Mahongwè, Makonde, Mambila, Mende, Mumuye, Ogoni, Senufo, Songye, Tsogho, Yoruba) and coming mostly from West Africa (Mali, Ivory Coast, Sierra Leone, Liberia, Ghana, Nigeria, Cameroon, Gabon, Angola), from different regions of the Democratic Republic of Congo and - with a beautiful specimen of ventral mask - from Tanzania. The exhibition recalls the strong themes and typical uses of traditional African culture and customs: the cult of fertility, the origin myths, cosmogonies, animism, fetishism. A constellation of practices and values that even today, in the western utopian imaginary, represents the emblem of a free human existence in the harmony between individual-society-nature-cosmos.

These artifacts - figures of ancestors, male and female figures, mythical figures, motherhood, ritual masks, facial masks, helmets with anthropomorphic and zoomorphic lines, fetishes and reliquaries, everyday objects - offer a tangible idea of the otherness that the art meaning and function take in the tradition of African peoples compared to so-called western peoples. These sculptures evoke rituals, ceremonies, parties, dances and beliefs and shows how Africans perceive art as a vital necessity for the individual and society existence in the world. However, this "functionality" of the art work does not diminish the poetic power of a language that in synthesis and essentiality can be considered universal or, as Picasso said, unequalled.

AfricArte in Pramantha is also an opportunity to explore the themes suggested by the exhibition. Starting with primordial suggestions, Pramantha articulates an events calendar including art, history, philosophy, cinema, anthropology and astronomy. A program that finds Africa as the access key to the understanding of our present and the discovering of contemporary age. In the program: Opening, Collecting Africa. Exploring the exhibition with Marcello Lattari. Conference, Tribal Art / Contemporary Art. Africa at the origin of the Avant-Garde by Maria Rosaria Gallo. Cinema, Modigliani. The colors of the soul by Mick Davis. Conference, Africa / Italy. The experience of colonization of the Calabrian Gaspare Colosimo's ministry by Prof. Vanni Clodomiro (Unical). Conference, Cosmogonies / cosmologies. The origin of the Universe between myth and science, by Antonio Bruno Umberto Colosimo and Marcello Lattari. Extra, The Niger River (Bamako, Mali). Everyday life in Africa - late '90 of the 20th century, E. V. by Giancarlo Claudio Carino; Bamako, Mali - January 17, 2013. Scenes from a marriage Italo-Bambara by Daniel Dembelé.

Text by Maria Rosaria Gallo

(Video)

 

Evento espositivo unico in Calabria, AfricArte. Alla scoperta del Contemporaneo è una mostra di arte tribale. Un saggio di scultura e cultura africana allestito in 65 autentici manufatti (tra maschere e statuaria di varia età e provenienza), selezionati da una delle più importanti collezioni private di arte africana in Italia: la collezione dello studioso e ricercatore calabrese Marcello Lattari. Un viaggio intriso di molteplici sensi e dimensioni.

A un livello di testimonianza culturale, l'evento rende manifesto lo straordinario mondo di Marcello Lattari, penetrando nell'intimo della sua quarantennale passione per l'Arte Africana e svelando una realtà che pochi immaginerebbero esistente in Calabria, ma che molti conoscono nel resto d'Europa e del mondo. I 65 pezzi in catalogo, infatti, non sono che un piccolo rilucente frammento della ricerca di un filosofo odierno che nella pratica del cercare e del collezionare svolge il suo percorso conoscitivo, inseguendo con sincerità, istinto e rigore scientifico interrogativi atavici che fin dagli anni '70 lo legano al continente dell'origine per eccellenza e lo impegnano in una ulteriore e costante attività di consulenza e divulgazione a livello internazionale. Un'attività che prende corpo nella raccolta denominata appunto AfricArte, comprendente oggi un notevole numero di esemplari provenienti dalle regioni e dalle etnie più prolifere dell'Africa Subsahariana, di cui se ne scorge la fisionomia nel sito web www.africarte.it.

Da un punto di vista percettivo, la mostra si offre come un'esperienza estetica forte, principalmente sensoriale, fatta di odori, colori, volumi, combinazioni e architetture spaziali, sorprendentemente oscillanti tra naturalismo, astrazione, simbolismo e funzionalismo. Una ricchezza espressiva che testimonia una creatività africana tradizionale estremamente variegata e irriducibile a semplificazioni; quella stessa ricchezza la cui complessità concettuale e raffinatezza stilistica ipnotizzò artisti, intellettuali e collezionisti agli inizi del Novecento, dilagando come una vera e propria febbre di caccia all'oggetto tribale e contribuendo, soprattutto, all'affermarsi di quella rivoluzione radicale (estetica, filosofica, spirituale, culturale) che travolse il vecchio mondo e che nelle Avanguardie artistiche vide il suo principale motore. Bastano a citazione i nomi emblematici di Matisse e Picasso (pionieri della rivoluzione artistica e grandi amanti dell'art nègre) le cui ricerche e soluzioni «apparvero – come scrive Tristan Tzara in Scoperta delle arti cosiddette primitive – come un esito naturale delle esperienze attinte dal fondo anonimo dell'arte dei popoli neri».

Da un punto di vista oggettuale e narrativo, attraverso una "rappresentanza" etnico-geografica che comprende opere di diverse etnie (Ashante Akan, Attiè Akan, Ba-Kongo, Ba-Kota, Ba-Luba, Ba-Punu, Ba-Tekè, Baka, Bambara, Baoulè, Bena-Lulua, Chokwe, Dan, Dogon, Eket, Fang, Gouro, Igbo, Mahongwè, Makonde, Mambila, Mende, Mumuye, Ogoni, Senufo, Songye, Tsogho, Yoruba) e provenienti per lo più dall'Africa occidentale (Mali, Costa d'Avorio, Sierra Leone, Liberia, Ghana, Nigeria, Camerun, Gabon, Angola), da diverse regioni dell'attuale Repubblica Democratica del Congo e – con un bellissimo esemplare di maschera ventrale – dalla Tanzania, la mostra richiama i temi forti e gli usi tipici della cultura e dei costumi tradizionali africani: il culto della fertilità, i miti delle origini, le cosmogonie, l'animismo, il feticismo. Una costellazione di pratiche e valori che ancora oggi, nell'immaginario utopico occidentale, occupa l'emblema di una esistenza umana libera nell'armonia tra individuo-società-natura-cosmo.

Le opere esposte – figure di antenati, figure maschili e femminili, figure mitiche, maternità, maschere rituali, maschere facciali e caschi dalle linee antropomorfe e zoomorfe, feticci, reliquari e oggetti d'uso quotidiano – offrono un'idea tangibile della totale alterità che il senso e la funzione dell'arte acquista nella tradizione dei popoli africani rispetto ai popoli cosiddetti occidentali. A essere evocati dalle sculture sono principalmente rituali, cerimonie, feste, danze e credenze che conferiscono all'arte, alla pratica creativa e alla produzione artistica una necessità vitale per l'esistenza stessa dell'individuo e della società nel mondo. Una "funzionalità" che però in nessun caso – di fronte all'opera d'arte - sminuisce l'energia poetica di linguaggi che per sintesi ed essenzialità si sono scoperti universali e, come disse Picasso, insuperabili.

AfricArte in Pramantha, inoltre, si sviluppa come un'occasione di approfondimento che, partendo da suggestioni primordiali, articola un calendario di appuntamenti tra arte, storia, filosofia, cinema e astronomia che scopre nell'Africa la chiave d'accesso alla comprensione del nostro presente e si avventura alla scoperta del Contemporaneo partendo proprio dall'Opening con Collezionando l'Africa.  In mostra con Marcello Lattari; proseguendo con Arte tribale/Arte Contemporanea. L'Africa all'origine delle Avanguardie  con Maria Rosaria Gallo e la proiezione del film Modigliani. I colori dell'anima di  Mick Davis; Africa/Italia. L'esperienza della colonizzazione e il ministero del calabrese Gaspare Colosimo con il Prof. Vanni Clodomiro (Unical); per finire con Cosmogonie/Cosmologie. Tra mito e scienza, l'origine nell'Universo con Antonio Bruno Umberto Colosimo e Marcello Lattari. Extra, Il fiume Niger (Bamako, Mali). Vita quotidiana in Africa - fine anni '90 del XX secolo E. V. by Giancarlo Claudio Carino; Bamako, Mali - 17 gennaio 2013. Scene da un matrimonio Italo-Bambara by Daniel Dembelé.

Testo di Maria Rosaria Gallo

(Video)