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Pramantha Arte contemporary art gallery ha il piacere di annunciare che sabato 18 febbraio, in Corso Giovanni Nicotera n. 165, nasce a Lamezia Terme la Pramantha Arteteca: uno spazio di promozione, mediazione e diffusione d'arte e cultura contemporanea, a metà strada tra il museo e la galleria, che funziona come una biblioteca, dove è possibile prendere in prestito un'opera come si fa con un libro, realizzando l'idea della libera circolazione dell'opera d'arte e il servizio dell'arte in prestito, attraverso un sistema di abbonamento. Destinatari del servizio sono persone singole, enti pubblici e privati, studi professionali, associazioni, scuole e università.

La mostra di apertura porta il titolo emblematico di Violare. L'Arteteca - Il desiderio estetico si fa spazio ed ha la funzione di introdurre parte della collezione (500 opere tra pittura, scultura, fotografia e video) che Pramantha rende disponibile alla circolazione, e di rappresentarne la varietà, esponendo lavori di 18 autori, differenti per nazionalità, storia, percorsi e linguaggi.

«Nella sua funzione di "biblioteca dell'arte", la finalità dell'Arteteca - dichiara il direttore Maria Rosaria Gallo - è quella di avvicinare il pubblico all'arte e al contemporaneo, superando - con la possibilità di accedere al prestito tramite abbonamento e con cifre alla portata di tutti - l'ostacolo oneroso dell'acquisto e la diffidenza nei confronti di linguaggi artistici ancora troppo spesso percepiti come distanti. Senza, tuttavia, negare la possibilità di acquisto a chi ne avverte il desiderio. L'Arteteca è un progetto culturalmente rivoluzionario. Una realtà pressoché sconosciuta in Italia, ma diffusa nel nord Europa, istituzionalizzata e capillarmente sviluppata in Francia, in forma pubblica e privata e che nasce - praticamente - nei primissimi anni del '900, negli ambienti artistici berlinesi, sotto la guida di Arthur Segal ».

Con lavori di Fabio Butera, Brunivo Buttarelli, Giuseppe Carchedi, Pasquale Maria Cerra, Pasquale Cimino, Francomà, Jeannette Fyhr, Kristina Kurilionok, Stefano Lapi, Franz Mazza, Gennaro Pileggi, Pino Pingitore, Salvatore Puija, Antonio Saladino, Tijana Stankovic, Edita Voveryte, Amélie Waldberg e Rocco Zucco, la mostra è un viaggio tra "prodotti spaziali" e lancia la provocazione del cambiamento attraverso l'azione violenta della creatività e la forza (vis) rivoluzionaria della libera espressione, evocando la questione profonda del rapporto tra corpo e spazio; spazialità ed esistenza; routine e inquietudine; luoghi immaginari e luoghi reali; abitudine e modificazione; realtà, utopie e... eterotopie.

«Violare lo spazio quotidiano con la presenza dell'arte - continua il direttore - significa restituire una dimensione estetica alla vita di tutti i giorni; realizzare una percezione e un godimento autentici dell'opera, fuori dalla sacralità museale, e liberi dal peso dell'acquisto. La relazione personale dell'utente con l'arte diventa protagonista; la scelta, l'appropriazione e la fruizione dell'opera, diventano i momenti conoscenza e contagio. Lo stato di crisi è perenne egemonia del mancante: motore di ricerca, costruzione, distruzione e ricostruzione. Se l'inquietudine sfugge al controllo e rompe l'ingranaggio del funzionale, il vuoto spalanca la mente e "il desiderio estetico si fa spazio". L'arte "serve" anche a questo... a confondere i piani creativi, di riflessione, per contagiare alla creatività e alla re-azione di fronte allo stato delle cose reali.»


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