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Con la mostra Disvelamenti Pramantha Arte presenta una serie di lavori insoliti e originali che rappresentano l'ultima sfida creativa dell'artista fiorentino Stefano Lapi: trenta lavori di photo-pittutra. Trenta poesie visive di piccolo formato, che trasportano l'osservatore in tanti misteriosi mondi: esterni, interiori e surreali.

Si tratta di una peculiare forma espressiva che l'artista ha sperimentato tra il 2005 e il 2007: pennarelli acrilici su fotografia. Una ulteriore testimonianza della frequente commistione di tecniche nel panorama delle arti visuali, e dell'attrazione (amata o sofferta) che la fotografia suscita a livello espressivo.

Nel caso di Stefano Lapi, si tratta di un gioco di segni prodotti su immagini scattate con una fotocamera usa e getta, realizzate, per lo più, casualmente. Un intervento pittorico che restituisce calore creativo a immagini fredde, prodotte da un dispositivo tecnico (la macchina fotografica), attraverso una proiezione immaginativa e narrativa. Un intervento che solleva una questione profondamente attuale e di sapore heideggeriano: la domanda che mette a confronto i concetti e le pratiche di "produzione", "espressione", "creazione", "rappresentazione".

Una domanda che si scopre essere legata al tema della verità così come la intendevano i greci, aletheia (disvelamento) . In La questione della tecnica Heidegger scriveva: "Pro-duzione si da solo in quanto un nascosto viene nella disvelatezza". Una frase che sintetizza la particolarità espressiva della serie photo-pittorica Disvelamenti e rilancia l'interrogativo che da sempre accompagna il pittore-filosofo Stefano Lapi nella sua ricerca espressiva: la questione del senso umano dell'esistere.

Testo di Maria Rosaria Gallo