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Pittrice, performer, graffitista, videomaker e antropologa - specializzata in antropologia visuale e studi di genere - Andrea Valencia è un'artista colombiana che utilizza l'espressione creativa per interrogare e decodificare la realtà storica cui appartiene ponendo particolare attenzione ai conflitti socio-culturali, ai processi di formazione identitaria e alle dinamiche di potere entro cui vecchi e nuovi modelli si contendono l'egemonia sui soggetti, restituendo un punto di vista originale che rifiuta l'attitudine al conformismo estetizzante dell'arte e rimette l'umano al centro della responsabilità dell'artista.

Nata a Cali (Colombia) nel 1973, Andrea Valencia si confronta con le grandi acquisizioni formali e intellettuali del XX secolo e intreccia la sua produzione artistica all'impegno civile e all'attivismo politico, promuovendo azioni di critica trans-femminista e lotta poetica nell'ambito di diversi collettivi - tra cui il Collettivo Transnazionale di Disobbedienza Civile che dal 2009 la vede impegnata anche in Europa.

AGITACION. Il cuore pulsante della politica è la mostra con cui il percorso conoscitivo, critico e dissidente di Andrea Valencia giunge a maturazione. Intesa alla lettera, la parola agitazione rimanda all'idea di movimento eccessivo e impietoso. Per la psiche è il turbamento della stabilità individuale quando razionalità e sentimento divergono. In ogni organismo o sistema è l'effetto di una eccedenza, di uno squilibrio o di una ingiustizia. In tema politico è la resistenza. Il riferimento storico è alla lotta dei popoli delle civiltà americane contro gli effetti spodestanti del dominio eurocentrico.

Con 10 dipinti, 10 disegni e un video-documentario, l'artista intraprende un viaggio iconografico nella sua attualità. Un'attualità in cui istanze di agitazioni personali e sociali intersecano istanze di agitazioni storiche e globali. Un'iconografia contaminata e aperta dove gli elementi del passato ancestrale si mescolano e sovrappongono ai caratteri del presente acquisito, mentre l'immagine prodotta prefigura l'affacciarsi di nuove realtà.

Mobilitazioni sociali, uomini e donne, corpi e posture, moltitudini, icone popolari, simboli e riti ancestrali sono i soggetti di una figurazione vibrante, definita da segni assemblati e colori marcati che si addensano nelle atmosfere grasse e imponenti della pittura e si liberano nella delicata leggerezza del disegno. L'arte di Andrea Valencia scava nel profondo della memoria, mette in relazione immaginari differenti e opera una decolonizzazione simbolica che richiama i processi di decolonizzazione reale ribaltando la prospettiva dalla quale guardare la storia.

Il tema fondamentale di Andrea Valencia è la libertà. La libertà del soggetto umano - indagata come possibilità - nella sua costitutiva e complessa natura di essere biologico e relazionale, nella sua contingenza di essere storico calato all'interno di un sistema che si auto-produce continuamente attraverso i suoi dispositivi, nella sua permeabilità di essere culturale che definisce la propria (e l'altrui) identità in termini di appartenenza, riconoscimento e misconoscimento. Il punto di vista è caleidoscopico: artista, donna, colombiana, migrante, cittadina del mondo. L'approccio è storico, fotografico, semiotico e genealogico. Nel suo mirino sono gli apparati del pensiero dominante e gli enunciati della storia ufficiale. Il metodo usato è l'alterazione creativa dei codici condivisi. La strada intrapresa è quella della lotta per la vita che individua nel cuore la sua arma e nell'agitazione del cuore il punto critico del sistema che tende a respingere nella morte tutto ciò che non è funzionale alla sua egemonia.

Testo di Maria Rosaria Gallo