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Ecce donna. Lui la muove... è il vento tra i suoi capelli. È fra le pieghe del suo corpo. È nel respiro sensuale fra velo e carne.
Mistero femminile. Figura di contorni e di materia: maternità che eccede la fisicità.
Esposta agli sguardi che alimentano brama, è visibile e sensuale... ma come un miraggio.
Spessore che svanisce nell’evanescenza di posture, di sguardi, di colori sbiaditi e sfumati trascinati da onde che non conoscono tregua: rivoluzione di incessante inquietudine.
Fra queste onde, roccia per il mare è il seduttore. Dal suo sguardo emerge l’immagine di una donna che giunge all’esistenza come forma del suo desiderio.
Ma il femminile rimane l’oltre mai raggiungibile, l’impersonale che dà corpo alle immagini e alle azioni, ma non è immagine nè azione.
Ecce homo. Lei lo illude d’esser stratega di conquista... È la forza che lo cattura. Il vapore che lo deforma. E di lui resta una ridicola maschera, strumento di una passione che pervade il corpo di una donna ormai malafemmina.
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