«Spesso, la divinità si compiace di rivelare in sogno il fututo agli uomini - non già perchè essi evitino il male (nessuno, infatti, può essere più forte del Destino) - ma perchè sopportino più agevolmente le loro sofferenze. Infatti ciò che sopravviene all’improvviso, senza che l’animo vi sia preparato, turba lo spirito, annichilito dal colpo e lo abbatte profondamente; mentre ciò cui si è preparati può, con la graduale assuefazione, lenire la sofferenza».
Achille Tazio, Gli amori di Leucippe e Clitofonte, I, 3