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Lucrezia si aggira fra velo e candela, mentre al rogo bruciano le streghe…
Il suo anello luccica nella penombra e un brivido lo scuote. Sul corpo una frenesia secreta, interiore.
Avrà forse compiuto l’atto o sarà stato il suo un gesto mancato? Non se lo ricorda, ma tutto è già avvenuto nell’intenzione.
Sacra crudeltà. Crudele sacralità. Il suo piacere è gioia della consumazione, dell’annientamento. Donna fatale, lei desidera la dissoluzione di ogni principio d‘individuazione. La sua violenza trascina alla rovina: strappa gli esseri alla discontinuità, frantuma la separazione e riapre la carne al bios indistinto. Violenza che viola i limiti della normalità e dell’ordine.
Ma come meglio poter infrangere il limite della Legge se non diventando essa stessa una portavoce della Legge? Solo se esiste il divieto è possibile varcare la soglia … solo se si è papa si può avvelenare con una carezza o ballare sulle castagne senza contraddire la propria divina passione …
Non è Satana l’angelo che ha scrutato la verità di Dio? Non è stato Cristo tentato alla perdizione?
La verità della Legge è fuori di essa, lì dove ogni regola si discioglie e i confini fra bene e male, giusto e ingiusto, si confondono. Qui la Donna Sovrana ha disegnato il suo regno, almeno per il frattempo di una vita.
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