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| 1 settembre 2007 - 25 maggio 2008 - Firenze - Aria di Firenze residence art-gallery |
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| Piccarda |
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L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile (Paul Klee)
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Rosella Cerra, Salvatore Pujia, Pasquale Maria Cerra,
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Fabio Butera, Antonio Saladino
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Perché quell’astro lento e incantevole, più poetico del sole, rendeva le tenebre così trasparenti?
Perché quei brividi nel cuore, quella commozione nell’anima, quel languore della carne?
Perché un tale sfoggio di seduzioni che gli uomini non potevano vedere se dormivano nei loro letti? |
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G. de Maupassant, Clair de lune
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Ogni giorno il piccolo uomo entra in contatto col mondo e con le cose: le vede, le tocca, le mangia, le usa. Vestito dell’abito del quotidiano, mosso nelle sue azioni da un certo sapere, scandisce nello spazio il suo tempo, come il rintocco puntuale di un’antica campana.
Ma gli avviene il supremo atto di distrazione. L’istante del silenzioso clamore, l’attimo della parola senza parole.
Una freccia di luce improvvisa si scaglia nel mezzo degli occhi: la cosa si mostra, la vista è costretta a guardare, il già noto e il consueto tradiscono ignoto e mistero.
L’incontro inatteso è moto d’animazione: le cose animano l’uomo e l’uomo riconduce all’anima le cose… in una interrogazione che li con-fonde.
Nelle pieghe inquiete della materia, nelle ferite aperte di un dono, nell’abbraccio vorticoso e inglobante di una madre originaria, si dà l’arte come infinita verità che solo l’occhio trafitto dall’astuto inganno non può più vedere
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